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Serie TV. Tra addii e nuovi inizi

E’ tempo di addii per gli amanti delle serie tv. Di quelli che un po’ ti aspetti ma che rifiuti di accettare, nella totale convinzione che quell’autore lì stia facendo di tutto per farsi odiare
Qui il mondo dei fanatici seriali si divide tra chi, malinconico spera in un finale a sorpresa e chi non ci non ci sta e per presa di posizione smette di seguire la serie.

Il giro di vite ne Il trono di Spade, ne è un esempio. Nonostante il titolo, Mother's Mercy (La pietà della madre) il finale della quinta stagione del Trono di Spade trasmesso su Sky Atlantic lunedì 15 giugno, ha confermato ancora una volta che ogni forma di compassione è bandita dall'universo di George R.R. Martin o che forse l’adattamento cinematografico è andato ben oltre, raccontando a tratti una storia diversa.

E  se la camminata della vergogna di Cersey, nuda ed insultata dal popolo nella marcia verso il castello, può aver provocato nello spettatore una sensazione di giustizia, gli occhi languidi di John Snow e il tradimento dei suoi fratelli no, non può essere accettato.

L’unico di tutta la serie ad aver portato avanti la guerra per il trono di spade, senza concedersi mai i piaceri della carne, non può cadere per mano dei suoi stessi fratelli. E il metalupo? Insomma: se in vent’anni di Beautiful Taylor è riuscita a cavarsela decine di volte, vuoi che "il bastardo degli Stark”  non abbia mille vite?

O cosa dire del Dottor Stranamore di Grey’s Anathomy che ha lasciato in lacrime milioni di donne in tutto il mondo? Cosa ne sarà della dottoressa Grey?
Ecco allora che ci si aggrappa all’amara consolazione di una nuova stagione di “The True Detective" che vedrà il suo esordio con nuovi protagonisti  il prossimo 22 giugno in contemporanea con gli States e che, ci si augura, possa risollevare gli animi dei telespettatori

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