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'Non senza di me', il corto di Brando De Sica...

Si è da poco concluso – il 24 maggio – il 68esimo Festival di Cannes, e fa ritorno in Italia con una Palma d'Argento in valigia il regista Brando De Sica.

'L'errore', questo il titolo del corto vincitore del prestigioso premio francese, ci dà l'occasione di raccontare un'altra opera di Brando che pubblichiamo oggi. Si tratta di 'Non senza di me', storia prodotta da K48, la compagnia di produzione video e comunicazione integrata milanese di cui abbiamo presentato anche il corto 'Sul tram'.

Abbiamo chiesto a Brando di raccontarci le sue ultime, adrenaliniche, settimane.

Cosa ci facevi a Cannes in questi giorni? Come è andata?

«Dopo la vittoria per la regia ai Nastri D'Argento, il Diane Pernet come Best ADV film e la cinquina dei David di Donatello, Rai Cinema e Condé Nast hanno presentato "L'Errore" al 68esimo Festival di Cannes. Una grande soddisfazione e un grande successo che io e la mia squadra abbiamo portato a casa. Oltre a questa bellissima esperienza il primo giorno sono arrivato a Cannes per la presentazione de "Il Racconto dei Racconti". Matteo oltre a essere un amico è anche il mio mentore. Mi ha dato l'opportunità di partecipare alla scrittura di "Dog Man" (Il Canaro della Magliana) e successivamente di “Il Racconto dei Racconti". Ho lavorato anche come suo aiuto regista. È la persona più bella che ho conosciuto in questo mondo insieme a David Lynch che è stato mio professore all'Università a Los Angeles, la USC school of Cinematic Arts, dove ho vissuto 7 anni e mi sono laureato».

Sia ne 'L'errore' che in 'Non senza di me' la famiglia è l'assassino. Casualità o la consideriamo parte della tua cifra stilistica?

«L'Errore l'ho tirato fuori da un'antologia di favole che aveva Matteo in ufficio. Una favola antichissima scritta da un ignoto dove i genitori, storditi e affamati a causa della guerra, uccidono il figlio soldato per errore, attratti dall'oro che indossa. L'idea era quella di traghettare il fashion nell'horror, da Tom Ford a Ruggero Deodato. Anche per "Non senza di Me" il soggetto non è mio ma di Ilaria Floreano, l'ho scelto tra 40. Spesso nell'horror la figura del padre è molto importante, così come nel noir e in tutto il cinema di Spielberg (che amo moltissimo). Il bambino cresce con le favole che, a differenza delle fiabe, hanno un forte contenuto nero. La sfida e il pericolo aiutano il bambino a crescere e diventare adulto, prendendo il posto del padre. Non posso parlare di cifra stilistica, ancora non ne ho gli attributi, forse psicomagia inconscia? Nemmeno questa è la verità, ma mi piace guardare il mondo in chiave romantica».

A proposito: quali sono i 5 elementi che distinguono un bravo regista emergente, secondo te?

«L'umiltà: favorisce l'ascolto, questo è un lavoro di squadra il film lo fanno tutti. Non mi piacciono quei registi che al primo film mettono "Un film di". Mio nonno ha sempre firmato come Regia di...
L'entusiasmo: devi amare questo lavoro per conoscerlo e crederci, se non ci credi tu, se non sei sicuro non ci crederanno i tuoi produttori e se questi sono scemi ti capiterà di peggio, non ci crederanno i tuoi attori e tutti gli altri.
Il cuore: il cuore al posto della testa. L'emozione al posto del calcolo.
Il coraggio: siamo esploratori, dobbiamo osare.
La conoscenza: del proprio e del lavoro di tutti quelli coinvolti. Per il rispetto del film e della crew».

Una curiosità per chi non è pratico di cinema: quante persone lavorano dietro a un corto come 'Non senza di me' e quante ore di lavoro ci vogliono per portarlo a termine?

«Spesso il basso budget ti costringe a girare più ore in pochi giorni. Io cerco l'essenziale e disegno il film come fosse un fumetto. Provo con gli attori a casa e coinvolgo tutta la crew nella preproduzione rendendoli partecipi di ogni scelta creativa e mettendo in discussione tutto. Come diceva Sergio Leone a mio zio: “A Carlè... i dubbi cacateli a casa altrimenti sul set te magnano”. Cerchiamo di cronometrare il tempo della realizzazione di ogni inquadratura e ci organizziamo con la crew in caso di straordinari. Cerchiamo di affrontare l'avventura con l'entusiasmo di tutti. Un compito molto difficile da svolgere quando si hanno pochi soldi. Bisogna che tutti ci credano e partecipino divertendosi. L'errore l'abbiamo girato in tre giorni mentre 'Non Senza di Me' in quattro, entrambi gli attori dovevano debuttare a teatro, è stato difficilissimo incastrali e questo ha portato l'aggiunta di un giorno».

Presentati ai lettori di Wired.

«Ciao, Brando. Mi piace cucinare, sciare, ballare come un pazzo. Adoro la natura, gli animali, le videoteche e i negozi di dischi. Guardare le stelle e ascoltare storie misteriose. Prima del regista volevo fare il pompiere».

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