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'Speak', il video di John Latham usato dai Pi...

TV | 24 FEBRUARY 2015

'Speak', il video di John Latham usato dai Pink Floyd nei primi light show all’UFO Club.

Partiamo dall’aneddoto rock and roll: quando era insegnante part-time presso il St.Martins College nel 1966, John Latham  invitò alcuni suoi studenti a un banchetto che prevedeva un’unica portata: una copia di Art and Culture del critico statunitense Clement Greenberg. Il libro fu smontato e le pagine – strappate, masticate e messe a fermentare all’interno di fiale di vetro –restituite alla biblioteca della scuola d’arte londinese che, naturalmente, si rifiutò di ammettere la poltiglia illeggibile tra i propri scaffali.
L’episodio, va da se, costò la cattedra a Latham, ma gli valse anche un posto tra i pionieri dell’arte concettuale: Art and Culture, conosciuto anche come Still and Chew è oggi custodito al MoMA di New York.

Sarebbe ingiusto, però, ricordare Latham solo per il lato intemperante: ha perseguito, per tutta la vita, un’idea di arte quasi leonardesca, ossessionato dall’idea di condensare il sapere umano in un sistema – visivo e teorico – che avrebbe rivoluzionato la vita sul pianeta terra. Si dedicò a scultura, pittura, performance, assemblaggi e film. Fu proprio di un suo video – Speak del 1962 – che s’innamorarono i neonati Pink Floyd: decisero di proiettarlo durante le loro prime, leggendarie, esibizioni all’UFO Club rendendolo una delle fonti d’ispirazione occulte per l’esplosione della cultura visiva caleidoscopica e fiorita che qualche anno dopo sarà chiamata psichedelia. Leggenda vuole che i Pink Floyd consegnarono a Latham una nuova composizione originale per Speak, che il regista declinò in quanto troppo “convenzionalmente musicale”.

“John Latham è stato un pioniere della multimedialità, uno sperimentatore instancabile che non ha avuto timore di attraversare le discipline”, ci racconta il curatore della mostra, Alessandro Rabottini “nel suo lavoro, l'arte diventa il campo in cui scienza, filosofia e fisica sono esplorate alla ricerca di una sintesi che tenta di superare la separazione tra i saperi che ancora oggi viviamo. Latham è stato un artista visionario, che ha guardato al cosmo col desiderio di rappresentare tanto la tensione dell'uomo verso la conoscenza quanto i limiti delle sue possibilità”.

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