TOP LIVE! ?

{{posts[currentVideoHeader].category_label}}

{{posts[currentVideoHeader].title}}

in riproduzione

Top Gun, Bridget Jones & Co: quando il cinema...

Che le serie TV abbiano spodestato il cinema, è cosa risaputa. Dopo un primo accenno di resistenza, l'industria cinematografica ha tirato i remi in barca e sapientemente si è rinventata. Conviene allora accomodarsi sul divano, spegnere per un'ora cellulari e tablet e abbandonarsi alle nuove serie televisive, quelle interpretate da premi Oscar, con effetti speciali, con immagini e fotografia degne di pellicole d'autore. Perché il cinema oggi passa dal piccolo schermo.

La reazione degli studios appare scontata: se è la periodicità l'ingrediente segreto che tanto fa ha leva sul pubblico, allora il cinema può diventare seriale. Il primo ad averlo intuito fu senz'altro Quantin Tarantino che con "Kill Bill" divise in capitoli la storia, sbancando i botteghini. Dopo di lui "Harry Potter", "Il Signore degli Anelli" e le varie saghe fumetto della Marvel. Fin qui nulla di male. Successi assicurati.

Il guaio è che adesso il cinema intende forzare la mano costruendo ad hoc seconde e terze parti di film già belli che conclusi. Qualche esempio? "Top Gun", il cui sequel a distanza di quasi vent'anni dovrebbe girarsi nel 2014 o "Sex and the City" che - stando ai rumors - sarebbe in fase 3. Viene da chiedersi se abbia ancora senso proporre le avventure metropolitane di quattro donne che sono state il faro degli anni Novanta e Duemila e, ora, dei fanalini rotti che nessuno trova il tempo di aggiustare. Perché ostinarsi a non mettere la parola 'fine'? La risposta è semplice: il dio denaro.

L'ha capito invece Hugh Grant, che si è dimesso dal ruolo dello sciupafemmine Daniel in "Bridget Jones", altro colosso pronto a vedere la luce nella sua terza edizione.
Insomma, lasciate che i film diventino vintage: altrimenti, qual'è il bello delle pellicole anni '90?

Codice da Incorporare

Aggiungi questo video al tuo sito o al tuo blog