TOP LIVE! ?

{{posts[currentVideoHeader].category_label}}

{{posts[currentVideoHeader].title}}

in riproduzione

Tutte le ragazze di una certa cultura. In ant...

Scopriamo la web series italiana più intellettuale e scorretta!

Egon Schiele, Giulio Carlo Argan, cocaina, arte concettuale di serie z e una FIAT 500 rossa che parla...

Non è la declinazione hipster di "Herby il maggiolino tutto matto", ma una nuova web series italiana dal titolo wertmulleriano "Tutte le ragazze di una certa cultura".

Ironica, anzi sarcastica, infarcita di parolacce, supponente e spocchiosa, la serie gioca su due piani di comunicazione, quello della generazione Pigneto/Monti e quello dell’universo culturale engagé à la Meridiani Mondadori. Divisa in otto puntate (le prime tre sono già visibili qui), è stata diretta da Felice V. Bagnato, regista 33enne.

Lasciamo sia lui a presentarcela:

«Una delle caratteristiche della serie è che il racconto procede per suggestioni visive, per citazioni di cultura pop che viene continuamente rimetabolizzata e risputata nei vari episodi. Lo spettatore che riconosce le citazioni si diverte, chi non le coglie non ne è infastidito e magari, come è capitato, si documenta e ne va alla ricerca. Io credo che questa sia la cifra stilistica che contraddistingue la serie».

Che cosa c’entra la FIAT 500 rossa?

«È la macchina del protagonista, Luca, interpretato da Daniel Terranegra. Nel racconto la guida perché così, essendo un’auto d’epoca, può circolare senza pagare il bollo e risparmiare sull’assicurazione. Silvia (interpretata da Federica Brenda Marcaccini) gli farà notare in una delle puntate che quella 500 rossa è un vezzo da veri radical chic. La 500 è diventata un vero e proprio personaggio, ha una sua dignità e, come vedete nel teaser, anche una sua propria voce, come KIT di Supercar».

Informazioni tecniche: quante puntate avete girato? In quanto tempo? Quante puntate contate di registrare in totale?

«Abbiamo girato otto puntate e concluso la prima stagione, alla quale vorremmo, possibilmente, dare un seguito. La serie è stata selezionata dal canale Megatu.be, dal direttore artistico Luca Argentero, attraverso la sua società di produzione Inside Productions».

Come è nato il progetto e con quali mezzi?I

«Il progetto è nato da un racconto originale scritto diversi anni fa da Roberto Venturini e poi pubblicato su "Il Paradiso degli Orchi". Il racconto aveva un titolo wertmulleriano: "Tutte le ragazze con una certa cultura hanno almeno un quadro di Schiele appeso in camera". Il racconto era (ed è) folgorante. Aveva uno stile cinematografico e un forte impatto visivo, ispirava diverse immagini. L’idea era di girare un cortometraggio dal racconto. Da qui il passo a farne una serie è stato breve, perché ti incuriosiva, volevi saperne di più sui personaggi e sulla loro vita. La possibilità di usare il web come mezzo di distribuzione ci ha dato coraggio per iniziare. Abbiamo utilizzato le attrezzature tecniche della mia minuscola società, Capsulae, e siamo partiti, con una certa dose di incoscienza. Il budget praticamente non esisteva e abbiamo fatto davvero i salti mortali per chiudere alcune scene. La troupe tutta è stata formidabile, lavorando con professionalità e molta passione, perché non c’era davvero altro come ricompensa».

Chiediamo a questo punto a Roberto Venturini (31 anni, correttore di bozze, ex assistente universitario e autore di "Tutte le ragazze con una certa cultura") di darci qualche altra informazione.

«Tutte le ragazze è una storia nevroromantica che racconta il periodo di crisi di una coppia di ciclotimici: Luca, assistente universitario e correttore di bozze cresciuto a pane e Bim Bum Bam, e Silvia, la ragazza della Roma bene che tiene appesi in camera poster dei quadri di Schiele».

Cosa differenzia la vostra serie dalle altre presenti sul web?

«La nostra non è una sketch comedy (nulla in contrario a quel genere) e conta su una storia piuttosto strutturata, i personaggi hanno una loro evoluzione. Nel complesso la qualità è alta. E poi ci sono molti riferimenti, da veri nerd, che potrebbero innescare un certo coinvolgimento plurigenerazionale».

Codice da Incorporare

Aggiungi questo video al tuo sito o al tuo blog