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Hobie, il personal time lapse tool universale

Se siete appassionati di smartphoto semi professionali, vi sarà capitato di inciampare in accessori poco o per niente smart. Spesso costosi e più ingombranti del telefono stesso, i vari cavalletti, maniglie, chassis per riprese fisse o mobili sono magari funzionali, ma raramente hanno il giusto ingombro, costo, maneggevolezza.
Mattia Ciucciarelli (nasce a Fano il 27 giugno 1990, nel 2009 si diploma come perito industriale, sezione meccanica) è un designer industriale che ci ha incuriositi per un approccio all'oggetto di tipo diverso: pragmatico, arguto e sostenibile.

Qualche informazione in più: Mattia dopo il diploma prosegue i suoi studi presso lo IUAV università degli studi della Repubblica di San Marino, con una tesi di Product design. Successivamente frequenta un corso di interaction design tenuto da Massimo Banzi; è proprio mister Arduino che lo ispira a costruire il proprio brand personale, e quindi ad iniziare il percorso con Overlab experimental design Così decide di costruirsi un laboratorio artigianale in garage per poi sviluppare una serie di oggetti autoprodotti.
Contemporaneamente lavora e collabora con diverse aziende e realtà, dal retail al product allo yacht design. Oggi Mattia vive a Londra e ha lanciato il 20 agosto una campagna di crowdfunding per finanziare il suo ultimo progetto: Hobie.

Chiediamo direttamente a Mattia di spiegarci il suo progetto.

«Hobie è nato da un esperimento che feci due anni fa, volevo realizzare uno strumento per filmare time-lapse da un punto di vista mobile, utilizzando un oggetto che avevo già in casa (il timer da cucina).
Così ho iniziato a costruire un primo prototipo, primitivo ma funzionante, che portavo sempre con me e che ho iniziato a perfezionare a mano a mano. L’obiettivo è stato quello di creare un prodotto pratico e versatile dando una nuova vita a un prodotto già esistente».

Perché hai scelto di proseguire nello sviluppo del progetto?

«Mi piace l’idea che qualsiasi oggetto possa avere una vita parallela, inaspettata, e magari anche più interessante e appagante di quella per cui era stato pensato e prodotto; come se un timer da cucina, il quale compito è semplicemente quello di fare “driin”, avesse le doti nascoste per una carriera d’artista sulla quale nessuno avrebbe mai scommesso».

Quali sono i plus di Hobie? Perché dovremmo finanziare la tua raccolta fondi?

«È un oggetto che io stesso utilizzo spesso in quanto appassionato di time-lapse, ma non solo, se lo avessi avuto all’università lo avrei sicuramente utilizzato tantissimo, sopratutto per filmare i miei “work in progress”. Al tempo (3 anni fa) per ottenere gli stessi risultati avevo bisogno di una reflex, di un cavalletto e di un computer. Ora con Hobie e un telefono posso fare tutto in un terzo del tempo, in oltre essendo leggero e maneggevole lo porto sempre con me».

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