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in riproduzione

La recensione della fotocamera Lytro Illum

Il corpo in lega di magnesio è solido e comodo da reggere, grazie a un'impugnatura confortevole e a pochi tasti e ghiere con i quali interagire, ma la particolarità di Illum sta all'interno. Anziché catturare le immagini come quadri bidimensionali, la macchina lavora acquisendo le informazioni dei raggi di luce che entrano nell'obiettivo, come la loro direzione e l'inclinazione con la quale finiscono sul sensore. Il risultato è che scattare la foto rappresenta solo metà del lavoro, e dettagli non proprio insignificanti - come il punto di messa a fuoco e la prospettiva - li puoi aggiustare dopo lo scatto, nel mirino elettronico o in post produzione. Una volta imparato a giocare con le profondità in fase di scatto, le possibilità offerte da Illum sono infinite, ma la macchina non è esente da problemi. Per esempio, una gamma dinamica piuttosto ristretta mette in crisi il sensore nei controluce e in situazioni analoghe. Ma soprattutto le immagini prodotte sono da appena 4 Mpixel: è possibile esportare gli scatti anche sotto forma di filmati o foto interattive, ma siamo veramente al minimo.

 

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