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Come si usa Periscope, spiegato da Lidia Schillaci

Rosario Fiorello e Nicola Savino, scafati artigiani della comunicazione, hanno voluto da subito mettere il loro sigillo pop su Lidia Schillaci (invitando la cantante all''Edicola Fiore' il primo, a 'Quelli che il calcio il secondo).

Di chi stiamo parlando. Lidia Schillaci è nata a Palermo, cresciuta in Sicilia, oggi vive a Milano. Ci racconta: “Ho iniziato a cantare da bambina e da allora ho avuto la fortuna di duettare e girare il mondo con grandi artisti della musica italiana, uno tra questi Eros Ramazzotti, e di scrivere colonne sonore per il cinema e la TV”.

Questo video del 2002 in cui Lidia canta con Celine Dion ci è testimone.

Continua Lidia: “Oggi per portare la mia musica nel mondo uso @Periscope”.

Periscope, appunto. La piattaforma per il live streaming audio/video in maggiore ascesa oggi, ha trasformato Lidia in una cantante/fenomeno (ne è conferma la quantità di commenti che Lidia riceve sul suo profilo, provenienti da Australia, Spagna, Germania, Brasile, Emirati arabi, Nuova Zelanda, Giappone e Italia).

Abbiamo deciso di raccontare il suo caso pubblicando un tutorial girato da Lidia proprio su Periscope in cui la cantante spiega come usare al meglio la piattaforma.

Qui sotto trovate anche l'intervista con ulteriori approfondimenti.

Come cambia il tuo modo di cantare dal palco alla camera dello smartphone per periscope?

«Il mio modo di cantare non cambia, cerco sempre di dare il massimo. Periscope è per me un palcoscenico digitale dove tutto diventa più intimo, più o meno è come quando nei film si passa da un inquadratura larga al primissimo piano. Poter comunicare con più gente da tutto il mondo in un solo momento è molto divertente ed è altrettanto forte condividere l’emozione. È come se mi confidassi con il pubblico senza finzioni, con i miei pregi e difetti».

Quali opportunità concrete (in numeri) ha aperto il tuo profilo periscope?

«L’unica opportunità concreta è quella di aver a disposizione un canale di comunicazione che permette di portare la mia arte e la mia voce al pubblico di tutto il mondo. In numeri: oltre mezzo milione di apprezzamenti espressi come cuoricini, più di 3.000 follower provenienti da 15 paesi, 1 video #LidiaLive Round Midnight inserito tra i Featured di Periscope, più di 10 testate giornalistiche coinvolte a partire da mashable.com, il corriere.it e ora wired.it, la mia prima diretta su rai2, un invito da Nicola Savino a partecipare a Quelli che il Calcio, un invito da Fiorello a partecipare al suo #livefromthebaretto. Dietro a questi numeri però non dimentico che ci sono persone. Senza di loro nulla sarebbe successo e le vorrei ringraziare anche se non riesco a quantificare numericamente l’affetto e la gratitudine che provo per loro. Una gran bella ricompensa per chi come me vive di musica».

Hai un singolo in uscita, quando uscirà, raccontacelo e dicci come lo comunicherai al pubblico.

«Il mio lavoro di questi giorni è proprio concentrato sul singolo, spero di poter essere pronta per uscire prima dell’estate. È un brano che racconta un lato sensibile dell’universo femminile e sto effettivamente pensando a un modo particolare per presentarlo. Mi piacerebbe dare qualche anticipazione in più ma non posso ancora!»

Spiega ai nostri lettori cos'è e come è nato #LidiaLive.

«Si tratta di un little house concert a cui ho dato vita attraverso Perisocpe. #LidiaLive è un format che mi sono inventata e che piano piano ha preso forma in modo molto naturale. All’inizio non facevo altro che cantare avviando il broadcast, poi dalla reazione dei follower che mi seguivano ho capito che era apprezzato nonostante la sua estrema semplicità. Da allora canto davanti al pubblico di Periscope proponendo il mio modo di interpretare la musica nell’attesa di iniziare un tour e poter finalmente incontrare di persona tutti quelli che mi seguono, i miei #PeriFriends».

Ci sono anche aspetti negativi nel proporre la tua musica con un canale all’avanguardia?

«A mio parere se la tecnologia aiuta la comunicazione a essere più libera non è altro che una conquista raggiunta. Credo fosse esattamente quello che desiderava ottenere Kayvon Beykpour quando ha creato Periscope. Donare libertà alla musica è una cosa che desidero da tempo. Non penso che un’artista esista pubblicamente soltanto quando ha un singolo in uscita per la promozione. Io la vivo così. Questa piattaforma mi dà la possibilità di comunicare continuamente con il mondo. Oggi sia io che le persone che seguono i miei live non vediamo l’ora di condividere di persona l’emozione del live vero e proprio. Quindi a dire il vero non mi sembra ci siano aspetti negativi».

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