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Una nuova mano bionica controllata dal pensiero

La protesi, impiantata sull’avambraccio, si muove sotto il controllo del pensiero grazie a un set di piccoli sensori capaci di captare anche i più remoti residui di attività nervosa. Gli interventi, molto articolati e per ora unici al Mondo, hanno necessitato di una lunga e accurata preparazione mentale dei pazienti, che per mesi hanno dovuto compiere esercizi per imparare a riconoscere e gestire i segnali nervosi residui. Solo in seguito, e dopo l’amputazione dell’estremità paralizzata, è avvenuto l’impianto della protesi, seguito da una notevole fase post-operatoria dove, grazie alle abilità acquisite durante il training iniziale, i pazienti hanno imparato a muovere la nuova mano. La ricerca, sviluppata all’interno di una collaborazione tra l'Università di Vienna e quella di Göttingen, in Germania, è stata appena pubblicata in forma integrale sulla rivista medica Lancet.

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