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in riproduzione

Il rallenty dell’acqua che si trasforma in ...

I coni di ghiaccio appuntiti che solidificano quando l’acqua che cola da una superficie si congela. Perché studiarli? Perché la loro crescita avviene in modo completamente diverso in base alle caratteristiche dell’acqua e all’ambiente circostante: la salinità o la purezza del liquido, la temperatura che scende più o meno vertiginosamente, la presenza o meno del vento e così via. Ci sono voluti ben 10 anni di lavoro per ricreare in laboratorio uno a uno tutti questi ghiaccioli, ciascuno corrispondente a precisi parametri chimico-fisici, e ora l’enorme database è pronto e accessibile a tutti, dagli scienziati al grande pubblico. E se gli scienziati potranno così approfondire i segreti sulla morfologia dei ghiacci, che dire del grande pubblico? “Sono curioso di scoprire come lo utilizzerà la gente” dichiara Stephen Morris, fisico dell’Università di Toronto e primo autore di questa ricerca, “perché le sue applicazioni non scientifiche potrebbero essere davvero divertenti”. Con questi dati, in effetti, potremmo come minimo pensare di stamparci in 3D degli addobbi a forma di ghiacciolo per il nostro prossimo albero di Natale. Curiosi di capire meglio di che si tratta? Eccone un assaggio: un time lapse con un set di coni di ghiaccio in via di formazione, ciascuno a modo suo.

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