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Guarda come si muovono i robo-serpenti

Strisciano infilandosi negli spazi più angusti, si arrampicano e persino nuotano: sono i robot ispirati ai grossi serpenti del deserto, ideati per l’esplorazione dei luoghi più impenetrabili della Terra. Ma anche di Marte, o di altri pianeti ancora.

Fino a qualche tempo fa queste creature snodate presentavano però il limite di non essere minimamente in grado di percorrere le dune di sabbia, il che li allontanava notevolmente dai loro colleghi naturali e, soprattutto, dalla loro funzione: quella di percorrere ogni sorta di terreno, anche il più accidentato. Solo ora, grazie a un ampio studio (appena pubblicato su Science), l’osservazione profonda del comportamento di alcuni serpenti a sonagli ha consentito ai fisici di capire il perché di questo limite e, finalmente, superarlo.

Il segreto sarebbe tutto nel provare a muoversi solamente in obliquo e, via via che la pendenza del terreno aumenta, far aderire al suolo tratti di corpo sempre più lunghi, sollevandone solo una minima parte, al fine di ridurre al minimo lo scivolamento. In questo video, ecco i progressi nella tecnologia di questi robot, messi a punto dai ricercatori del Georgia Tech e della Carnegie Mellon University assieme ai biologi dello zoo di Atlanta.

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