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Formula E, in pista con Jarno Trulli e la sua...

Trasferta inglese per Wired per testare la nuova macchina elettrica della scuderia di Jarno Trulli: il silenzio dei motori fa già un gran rumore. Prima gara sulle strade di Pechino per un debutto attesissimo, persino clamoroso. Formula E. La novità assoluta sta nella lettera 'E'. "Elettrica". Monoposto molto simili alle sorelle più celebri e, di certo, più anziane, intese come Formula 1; da zero a 100 orari in 3 secondi, potenze di 270 cavalli, velocità superiori ai 220 orari, una ricetta che contiene altissima tecnologia e l'immagine del mondo che verrà. Silenzio a indicare impatto zero, sostenibilità, una terminologia per la prima volta accostata alle competizioni automobilistiche. Dieci prove per un campionato mondiale che attraversa Asia, Europa, Americhe e coinvolge nomi illustri come Audi, Virgin, Andretti, intenzionati a conquistare il centro di questa inedita ribalta. Si corre in città, a Pechino come a Buenos Aires, a Berlino come a Miami, con una puntata a Montecarlo che vale come vero e proprio guanto di sfida lanciato nel tempio più snob della Formula 1. Dieci team pronti a interpretare un'autentica rivoluzione; piloti dal curriculum illustre, sponsor entusiasti. Le macchine? Uguali per tutti. Trattasi di monoposto Spark-Renault. Telaio in carbonio costruito dall'italiana Dallara, motori in arrivo dalla McLaren Electronic Systems, cambio (a 5 rapporti) della Hewland, batterie agli ioni di litio prodotte dalla Williams, gomme Michelin. Corse come eventi non soltanto sportivi, utili a divulgare, discutere, diffondere i vantaggi dell'energia pulita.

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