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Il calcio a 5 esce dai campetti e conquista il web

Calciatori amatoriali, il nuovo trend della Rete secondo Postgol.

«Ciao, siamo Fosca e Romain, due fratelli di 26 e 28 anni italo francesi. Romain si è laureato in Business Administration alla Bocconi e io mi sono laureata in Giurisprudenza e ho fatto un master in Scienze politiche alla Sciences Po di Parigi».

Così si presentano i due founder e proprietari di Postgol, una nuova tecnologia in grado di filmare e montare in automatico le partite di calcio a cinque e di rilanciarle sulle piattaforme social.

Intuizione che ha saputo avvantaggiarsi di un bias di mercato (il baricentro del calcio che si sposta dalle arene della serie A ai campetti grazie al volano della condivisione), Postgol tenta ora il confronto con i colossi della Silicon Valley. Tra i prossimi appuntamenti in calendario: la selezione allo European Investor Gate, la partecipazione al Silicon Stroll Bootcamp  di Dublino e al Web Summit.

Ma partiamo dall’inizio. Quanto tempo, risorse, persone avete messo in campo per Postgol?

«Abbiamo lavorato al software per un anno e mezzo con i nostri due ingegneri per riuscire ad avere una regia automatica in grado di seguire le azioni da calcio. Abbiamo poi un web master, due grafici molto in gamba della Toast-Machine e infine per le varie installazioni abbiamo formato un team affiatato di elettricisti, muratori e fabbri. Grazie a tutta questa squadra realizziamo le installazioni in soli due giorni. La parte hardware e software sono sincronizzate perfettamente».

Parlateci dei vostri appuntamenti di novembre?

«Siamo stati selezionati dall'European Investor Gate tra le top 50 start-up tecnologiche e most investable di tutta Europa e successivamente andremo a presentare Postgol a Dublino di fronte ai colossi della Silicon Valley (Google, IBM, PayPal etc.) per il Silicon Stroll Bootcamp. A seguire, saremo anche al Web Summit, l'evento annuale ICT più importante d’Europa nel quale si incontrano tutti i CEO e investitori dei giganti del web. È una competizione tra le migliori start-up davanti a una platea d’investitori».

Quanti sono i giocatori di calcio amatoriale in Italia?

«Solo di calcio a 5 sono oltre 4 milioni. I nostri utenti vanno dai pulcini che i genitori vogliono rivedere, alle giovani promesse che i talent scout vogliono scoprire, ai semplici giocatori dai 18 ai 60 anni. Sempre più donne si stanno iscrivendo sul sito per poi rivedersi. Il nostro target è chiaro: sportivi, digital natives e amanti del calcio, quindi possiamo offrire ai nostri sponsor, come Adidas ad esempio, un canale di comunicazione marketing preziosissimo».

In quanti campi siete presenti?

«In questi primi 10 mesi di attività abbiamo installato il kit Postgol in 7 centri a Milano e dintorni, scelti con cura per il loro prestigio, affluenza e ottima manutenzione. Siamo in trattative con un grosso gruppo francese che ha oltre 50 centri in tutta la Francia e poche settimane fa abbiamo incontrato a Milano due rappresentanti di un colosso del calcio in Messico».

Sviluppi in programma per il prossimo futuro?

«Abbiamo in programma di realizzare nel 2015 altre 15 installazioni a Milano, 15 a Roma, 5 a Firenze e iniziare con Parigi con 5 campi».

Dateci qualche numero della vostra impresa.

«Ogni installazione Postgol porta circa mille iscritti nel primo anno. Abbiamo 3 registrazioni di partite al giorno per centro, con una media dell 80% delle partite registrate. Ogni partita produce in media 4 ritagli (highlights) effettuati dagli utenti stessi che hanno in media 145 visualizzazioni su POSTGOL.com ognuno. Questo significa che vengono creati 252 ritagli al mese con una media di 36.540 visualizzazioni per una sola installazione Postgol. Questo numero va moltiplicato per la quantità di installazioni in modo esponenziale dato il fattore social network».

Vi siete ispirati a qualche start-up?

«No, non ci siamo ispirati a nessuno visto che la nostra è un idea completamente nuova, per la quale abbiamo un brevetto internazionale in oltre 146 Paesi finanziato dalla Regione Lombardia che ha premiato l’innovatività e la tecnologia del progetto».

Siete stati contattati da startupper esteri o società interessate ad acquisirvi o incubatori?

«Sì, ma fino a oggi eravamo decisi a mantenere il pieno controllo della nostra start-up per farla evolvere e crescere come volevamo noi. Ora che siamo un prodotto finito e testato siamo aperti a nuovi investitori».

In quanto tempo una star-tup come la vostra è destinata a generare utili?

«Per come abbiamo strutturato la nostra start-up, l’investimento iniziale è stato molto importante. I ricavi vanno di pari passo con il numero d installazioni. Già dall’anno prossimo (quindi dopo due anni) dovremmo entrare in attivo. I nostri revenues provengono dalla vendita del kit Postgol, dalle registrazioni e dalla pubblicità online».

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