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Berlino sostiene i profughi siriani

Tutte le attenzioni che la Germania rivolge a migliaia di profughi siriani si esprimono anche attraverso installazioni d’arte e incontri tra celebrità del cinema del calibro di George Clooney. L’attore, in visita a Berlino, ha incontrato la cancelliera Angela Merkel per richiamare gli occhi dei mass media sull’emergenza, ormai globale, scatenata dalla guerra in Siria. In occasione del lancio del film “Hail Caesar!” alla 66° edizione del Festival di Berlino, l’attivissimo George, accompagnato dalla moglie Amal Alamuddin Clooney, è stato ricevuto dalla donna più potente della Germania in un’udienza privata. Insieme hanno avuto modo di parlare della situazione umanitaria dei rifugiati siriani che oggi coinvolge tutto il mondo.

Clooney, da sempre impegnato a sostenere le cause delle vittime di guerra, ha portato le questioni politiche sul grande schermo: in passato ha ricevuto il premio Oscar per la sua interpretazione in ‘Syriana’, una pellicola del 2005 sull’industria petrolifera in Medio Oriente.

I confini della solidarietà si sono allargati fino a raggiungere la Cina: l’artista e attivista Ai Weiwei ha concepito un’installazione che richiama l’attenzione sulla quantità dei naufragi che, ormai troppo frequentemente, uccidono migliaia di migranti nel mar Mediterraneo. In ricordo di queste vittime, Ai Weiwei ha appeso 14 mila giubbotti salvagente sulle sei colonne della Konzerthaus, la sala concerti che si trova nel centro di Berlino e che fa da scenografia alla serata di gala del ‘Cinema per la pace’.

All’interno dell’installazione è presente anche una delle imbarcazioni utilizzate per salvare i profughi avvistati in tempo. Il dramma della guerra è descritto attraverso l’esperienza della traversata via mare: dalle coste turche e greche partono ogni giorno i barconi affollati da centinaia di profughi che vedono nelle coste italiane il miraggio della salvezza e sperano che indossare il giubbotto salvagente possa garantire la loro sopravvivenza. Purtroppo, anche questa misura di sicurezza è contaminata dalla disonestà dei trafficanti, che comprano giubbotti di pessima qualità per venderli ai propri passeggeri a peso d’oro.

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