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Ferguson, Missouri: la giustizia USA vista da...

Tristezza, frustrazione e delusione. Ma anche rabbia e sete di vendetta. Questi i sentimenti che stanno spaccando l'America riguardo al caso Ferguson: in un Paese che da sempre si impone come "sceriffo del mondo" e che ha costruito intere saghe su poliziotti corrotti e razzismo, la vicenda della città del Missouri è al limite dell'imbarazzo mondiale, svelando il proprio lato debole.

Sulla scia dello sgomento riguardo la decisione del Grand Jury di non incriminare il poliziotto che il 9 Agosto scorso uccise il giovane Michael Brown, arrivano anche le star di Hollywood, della musica e dello sport, che si sono mobilitate esprimendo attraverso twitter il loro dissenso: da Cher a Magic Johnson, da Donald Trump a Serena Williams e poi ancora Lebron James e Mia Farrow. Tutti uniti a favore dell'uomo nero.

"Seasons Greetings #Ferguson", scrive Mia Farrow.
"Non ci vogliono 100 giorni per decidere se un omicidio è un crimine, ci vogliono 100 giorni per capire come dirlo alle persone", è il tweet di Chris Brown.

LeBron James esorta a riflettere su cosa si possa "fare affinché cose del genere non accadano più”.
"Ho il cuore pieno di dolore per la mancata incriminazione a Ferguson. Preghiamo per la pace", il messaggio di Pharrell Williams.

Alle opinioni dei VIP americani si unisce quella del Ministro della Giustizia francese, Christiane Taubira: "Quanti anni aveva Michael Brown? 18. Trayvon Martin? 17. Tamir Rice? 12. Quanti ne avrà il prossimo? 12 mesi?", si chiede amaramente in un tweet in riferimento all'età dei giovani di colore uccisi dalla polizia USA. E conclude la sua critica citando a mo' di denuncia l'atto d'accusa di Bob Marley nel celebre pezzo "I Shot The Sheriff": "Kill them before they grow" (uccideteli prima che crescano).

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