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Eddie Van Halen inventore del tapping? No: è...

E' credenza popolare che il tapping (tecnica chitarristica che consiste nel percuotere le corde direttamente sul manico con la punta delle dita), sia stata inventata da Eddie Van Halen negli anni '70. In realtà le radici affondano negli anni '30, quando il polistrumentista Roy Smeck lo utilizzò su un ukulele in una scena del film "Club House Party". Lo sviluppo continuò negli anni '40 con Harry DeArmond, il primo a riuscire a combinare i movimenti di due mani con estrema precisione.

Una delle dimostrazioni più incredibili dell'utilizzo del tapping arriva dall'Italia degli anni sessanta e porta la firma di Vittorio Camardese, radiologo presso l'Ospedale San Filippo di Roma: "Ho sempre suonato così", spiegò ad Arnaldo Foà durante una puntata del programma "Chitarra Amore Mio" datata 1965. In quell'occasione Camardese si esibì in un mambo e un jazz d'alta scuola, mostrando di padroneggiare il tapping con grande maestria.

A causa di un carattere schivo, Camardese non divenne mai famoso: rifiutò un invito per suonare negli Stati Uniti a causa della sua paura di volare e non incise mai un disco perché era convinto che la registrazione su nastro cancellasse la peculiarità dello stile da lui sviluppato.

Vittorio visse nell'ombra fino al 2010, anno della sua morte. Come capitato a molti grandi, la tecnica chitarristica da lui sviluppata è oggi universalmente riconosciuta come uno dei migliori esempi di tapping. Eddie, prendi e porta a casa!

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