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Cile: terremoto magnitudo 8,2

Tanta paura ma danni ridotti per il terremoto di magnitudo 8,2 registrato alle 18.46 ora locale al largo delle coste settentrionali del Cile. L'epicentro è stato localizzato a 20 chilometri sotto il livello del mare.

Subito scattata l'allerta tsunami: nella notte centinaia migliaia e migliaia di persone si sono dovute allontanare dalla costa: le prime onde - alcune alte oltre 2 metri - si sono abbattute sulle spiagge di alcune località.

Le autorità cilene hanno subito chiesto l'evacuazione preventiva della popolazione sul "100% della costa" del paese, lunga 4.300 chilometri. Anche il Perù e l'Ecuador hanno subito diffuso a loro volta un'allarme tsunami sulle coste del Pacifico, poi parzialmente rientrato. Poco prima della mezzanotte ora locale il ministro degli Interni cileno, Rodrigo Penailillo, ha reso noto che "l'allerta tsunami rimarrà in vigore in tutto il paese per altre sei ore".

Secondo i dati del governo, in Cile le onde più alte sono state quelle abbattutesi su Iquique (1.800 km a nord di Santiago), dove sei persone hanno perso la vita a causa di infarto o schiacciati dai crolli. Si ha inoltre notizia di alcuni feriti, per fortuna di lieve entità. Nella stessa città, circa 300 detenute di un carcere femminile sono riuscite a fuggire durante la confusione e gli attimi di terrore del terremoto. Alcune di loro sono state poi catturate.

Il Cile - uno dei paesi più colpiti al mondo dai terremoti - è così ripiombato nell'incubo sisma, che ben conosce: oggi la terra ha tremato nel nord, il 27 febbraio del 2010 era capitato nel centrosud, con un bilancio - soprattutto a causa dello tsunami - di 526 morti e 25 'desaparecidos', oltre all'ingente distruzione delle infrastrutture e le abitazioni. Scossa che fu superiore a quella odierna, con magnitudo 8.8.

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