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Tutti i numeri di Playboy

Fondata a Chicago nel 1953 da Hugh Hefner, Playboy è la rivista maschile per eccellenza. Dal primo numero - senza numerazione perché Hefner dubitava ce ne sarebbero stati altri - il magazine propone servizi fotografici di nudo femminile 'softcore' accompagnati da articoli di intrattenimento colto, di sport, costume e interviste a personaggi pubblici. Persino Fidel Castro!

La modella del famigerato 'paginone centrale' del primissimo numero fu nientemeno che Marilyn Monroe. Dopo di lei, sulle edizioni americane e sulle copertine delle 30 edizioni diffuse in tutto il mondo sono comparse tante bellissime del cinema, della musica e dello sport, tra cui Farrah Fawcett, Pamela Anderson, Drew Barrymore, Madonna, Naomi Campbell, Jessica Alba, Charlize Theron, e, nel 2014, per celebrare i 60 anni della rivista, la super model Kate Moss.

Il primo logo di Playboy raffigurava un cervo, simbolo che alludeva alle 'battute di caccia' e serate per soli uomini. Dal 1954 fu creato il famoso coniglietto stilizzato, con il papillon da smoking: un'allusione giocosa al sesso libero. Da allora il marchio è un cult diffuso in tutto il mondo. Dopo il logo venne la 'coniglietta', la compagna di giochi erotici.

Hefner, laureato in psicologia, oggi 88enne, è stato sposato tre volte. La terza e (per ora) ultima moglie, Crystal Harris, ha 28 anni. Tra una consorte e l'altra, Hefner ha convissuto nella leggendaria Playboy Mansion, sede della rivista a Beverly Hills, anche con sette conigliette alla volta. L'arzillo editore ama le voluttuose donne italiane: tra le più belle di sempre colloca la Loren e la Lollobrigida. Lindsay Lohan? Bocciata!

La Playboy Mansion, di 2042 mq su una proprietà di 21.450, ha 29 stanze, una game house, un parco zoo, piscina e cascata, più due case attigue, una per le playmate e una per la sua prima moglie. Valore? 50 milioni di dollari.

La rivalità tra la rivista Playboy e la più esplicita Penthouse fu ribattezzata da Hefner "le guerre pubiche". Playboy ebbe un ruolo assai rilevante negli anni '60 e '70 nella cosiddetta "rivoluzione sessuale".

"Prima beneficiaria della nostra rivoluzione è stata la donna, storicamente cittadina di serie B anche a letto", ha affermato l'editore. Non per nulla, dal 1982 - e fino alle dimissioni nel 2009 - pone a capo del suo impero la figlia Christie, inclusa dalla rivista Forbes tra le 100 donne più potenti del mondo.

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