FASHION | 19 SEPTEMBER 2016

Il 'little black dress' compie 90 anni (e non li dimostra)

Il tubino nero, creato da Coco Chanel nel 1926, compie 90 anni ma non li dimostra

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Ha ormai 90 anni, ma è un abito senza età. Stiamo parlando del tubino, il little black dress (o ‘petite robe noire’) creato da Coco Chanel nel 1926, e da allora continuamente reinventato dagli stilisti. Prima di allora l’abito nero era indossato solo in caso di lutto, ma Mademoiselle Chanel andava pazza per i colori scuri, e il tubino, che nacque come ‘abito #187’ ebbe subito un grande successo.

Il magazine Vogue lo definì ‘il vestito che tutto il mondo indosserà’, perché pratico ed elegante, e fu proprio così. Le signore ne apprezzarono la linea semplice e morbida, come il tessuto (gabardine o jersey), e il fatto che potesse essere utilizzato come abito bon ton da lavoro o chic per la sera, abbinato ad accessori eleganti (per esempio una stola) e alle perle.

Gli stilisti lo declinarono in ogni possibile modo, rendendolo bon ton o sexy, provocante o borghese, come quelli disegnati negli anni ’80 da Donna Karan, una sorta di ‘divisa’ per le donne in carriera. Karl Lagerfeld, direttore creativo della Maison Chanel, difficilmente realizza una collezione in cui non reinventi il tubino in chiave attuale.

Simbolo dell’esistenzialismo indosso alla cantante Juliette Gréco negli anni ’50, amato da Wallis Simpson, Duchessa di Windsor, e da Edith Piaf, è castigato ma provocante portato da Catherine Deneuve nel film ‘Bella di giorno’ e ultra sensuale nella versione da sera creata da Versace per Liz Hurley, che nel 1994, alla prima di ‘Quattro matrimoni e un funerale’, cattura su di sé i flash dei fotografi grazie a un black dress fermato sui lati da spille da balia.

Nel 2016, con Kim Kardashian, il tubino cambia ancora: diventa aderente come una seconda pelle e si indossa con il choker e gli stivaloni alti fino a metà coscia…

Ma il più iconico di tutti resta quello realizzato da Givenchy per Audrey Hepburn, che nel 1960 lo indossa con inimitabile grazia in ‘Colazione da Tiffany’.