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Rivoluzione Moda: "Ready to buy" si o no?

C’era da aspettarselo. In un mondo che rincorre le novità, la cui arteria principale è sua maestà internet, la moda non poteva rimanere indietro o indifferente. E se è vero che il costume non è altro che espressione di Epoche e di movimenti rivoluzionari, ogni marchio o azienda di moda sta cercando la propria strada. 


Ecco allora che al grido “ ready to wear, ready to go” si cercano nuove soluzioni per accorciare i tempi tra i defilé e le vendite, onde evitare che la fast fashion bruci i capi copiandoli e mettendoli sul mercato dopo poche settimane a prezzi più che stracciati.


La rivoluzione delle sfilate è cominciata con Burberry che, durante la London fashion Week,  ha realizzato una sfilata in diretta su Apple Tv, in alcuni negozi selezionati e su Burberry.com con possibilità di acquisto.


Altro segnale del “ready to buy” l'ha dato Michael Kors che a New York  ha realizzato 12 pezzi, sei accessori e sei abiti, pronti per essere portati a casa nel negozio di Madison Avenue e online. Dalla passerella direttamente nell'armadio, dunque.


La moda americana non ha dubbi: questa è la strada verso il futuro.


Ma passiamo in Europa, storicamente vera protagonista del fashion business. "La sfilata è parte integrante del processo creativo, pertanto non può essere venduta” afferma François-Henri Pinault, patron del gruppo del lusso Kering.


Da Karl Lagerfeld a Dior il mondo della moda francese è unanime nel dichiarare che una collezione immediatamente disponibile dopo il défilé ucciderebbe il lusso. 

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