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David LaChapelle: "Se dovessi fotogafare il P...

FASHION | 28 APRIL 2014

David LaChapelle: "Se dovessi fotogafare il Papa, lo ritrarrei mentre si lava i denti"

David LaChapelle, nato a Fairfield nel 1963, è un fotografo post moderno che mescola icone e simboli con tocco surrealista. Dopo aver frequentato la North Carolina School of Art e la School of the Arts di New York, nei primi anni Ottanta comincia a esporre i suoi lavori nelle gallerie newyorchesi.

Andy Warhol lo nota e gli commissiona alcuni sevizi fotografici per la sua rivista Interview: questa esperienza gli apre tutte le porte! In seguito lavora per servizi fotografici e copertine delle riviste più importanti, come Vanity Fair, Vogue, GQ, Rolling Stone.

Il suo primo libro fotografico, "LaChapelle Land", gli permette di far conoscere al pubblico il suo stile onirico e surreale con foto dai colori accesi, ambientazioni caotiche che rappresentano il nostro mondo e la nostra cultura portati all'estremo. E' uno dei libri di fotografia più venduti di tutti i tempi. Il successivo "Hotel LaChapelle" consacra il successo del fotografo-artista. Il volume contiene numerosi scatti di celebrità, David ha infatti conosciuto e fotografato tutte le celeb più pop degli ultimi venti anni: Courtney Love, Pamela Anderson, Jeff Koons, Angelina Jolie, Madonna, Hillary Clinton, Michael Jackson e David Beckham - tra gli altri.

Iniziata l'attività di regista di videoclip musicali, nel 2005 dirige il documentario "Rise", girato nei ghetti di Los Angeles e premiato al Sundance Film Festival. Realizza inoltre campagne pubblicitarie per molti marchi prestigiosi: Tommy Hilfiger, L'Oréal, Nokia, Lavazza.

LaChapelle desidera che le sue foto siano semplici e leggere, alla portata di tutti: per questo i simboli che utilizza appartengono alla cultura pop. Lavora in maniera intuitiva, seguendo le "immagini che gli appaiono in testa" e creandole poi con il contributo di tanti collaboratori che costruiscono set complessi e molto elaborati.

Il suo stile, all’apparenza giocoso e 'cartoonish', reca in sé una critica profonda del consumismo e della società moderna. La sua è una fotografia colta, che subisce influenze classiche - ad esempio da Michelangelo - così come dai grandi fotografi contemporanei: Diane Arbus, Richard Avedon, Helmut Newton.

Davanti alle telecamere di Vogue Italia, David LaChapelle ci parla di una delle sue ultime serie di still life, "Earth Laughs in Flowers". Il titolo è una citazione da un poema di Ralph Waldo Emerson, in cui i fiori ridicolizzano la pretesa umana di dominio sulla natura. Per questi tableaux si è ispirato ai maestri di nature morte della pittura barocca e li ha resi contemporanei inserendo accanto ai teschi, fiori e frutti tipici dell'iconografia della 'natura morta' dell'epoca, oggetti di uso comune legati alla nostra società consumistica, ovvero palloncini, bambole Barbie, mozziconi di sigaretta e tazze di Starbuck's. Tutti oggetti che rinforzano il concetto di caducità della vita e fragilità umana: "Sono creati per andare fuori moda, pensati per rompersi e diventare obsoleti".

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