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L’olio di palma alternativo

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bath, nel Regno Unito, ha scoperto che si può ricavare un olio molto simile a quello di palma da una sostanza ottenuta con materie prime sostenibili come gli scarti alimentari e agricoli. Guidati dai professori inglesi Rod Scott e Christopher Chuck, questi scienziati hanno analizzato le proprietà chimiche e i valori nutrizionali del lievito Metschnikowia Pulcherrima presente nei mosti soprattutto nelle prime fasi delle fermentazioni spontanee. Questo lievito, miscelato insieme al cibo avanzato, ai rifiuti di industrie agroalimentari, alla paglia e agli altri rifiuti organici, forma un tessuto il cui contenuto è ricco di grassi dalle proprietà molto simili a quelle dell’olio di palma.

La scoperta potrebbe finalmente porre rimedio allo sfruttamento incondizionato delle piantagioni tropicali. La produzione massiva di olio di palma, infatti, sta danneggiando vaste aree del Pianeta con coltivazioni forzate e ingiuste espropriazioni di territorio nei confronti degli indigeni.

Ricavato dalle piante che crescono nelle zone dal clima più caldo-umido, l'olio di palma è un grasso naturale utilizzato non solo negli alimenti più diffusi nella società occidentale, ma anche nella cosmesi, nell’igiene personale e nella lavorazione di biocarburi. Il Sud Est asiatico come Malesia e Indonesia, ma anche il Sud America e l'Africa subsahariana sono le aree più sfruttate per ottenere la materia prima. Ad oggi il rischio di alterare la natura delle foreste pluviali si sta ripercuotendo sulla fauna e sulle popolazioni native.

Il composto scoperto dai ricercatori di Bath potrebbe sostituire definitivamente lo sfruttamento diretto delle risorse naturali. Già utilizzato nella produzione del vino in Sud Africa, Metschnikowia Pulcherrima, opportunamente miscelato, risolverebbe con un processo piuttosto semplice la domanda dell'industria alimentare. La sua lavorazione potrebbe prendere il posto della spremitura naturale attualmente adoperata del frutto della palma. La nuova sostanza è facile da produrre ed ha un costo talmente basso che potrebbe sostituire l'utilizzo del frutto interrompendo così il processo di deforestazione.

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