CELEBRITIES | 27 APRIL 2016

Il tesoro 'segreto' di Prince nascosto a Paisley Park

Sarebbero centinaia gli inediti di Prince custoditi nella casa-studio di registrazione di Paisley Park

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Sembra che Prince sia morto per un eccesso di lavoro: il cognato afferma che l’artista non dormiva da più di sei giorni, e che in altre occasioni lo aveva visto lavorare ininterrottamente per moltissime ore di fila. Se per farlo si sia aiutato con farmaci che ne hanno causato la morte, al momento non è dato sapere. Quel che è certo è che il superlavoro di Prince sia stato dedicato, da sempre, alla sua amatissima musica. I suoi manager, le persone del suo entourage, e tutti quelli che lo conoscevano sono concordi nel dire che la sua vita ruotava tutta attorno alla musica: suonava sempre, e quando non suonava, scriveva o componeva, oppure registrava. In 38 anni di produzione discografica, il cantante ha pubblicato 42 album (di cui 3 live), senza contare i dischi doppi e tripli, vendendo 150 milioni di album nel mondo, e sono stati 7 i dischi di platino, ovvero quelli che hanno venduto più di un milione di copie ciascuno. Il record appartiene a ‘Purple Rain’, con i suoi 13 milioni di copie e i 6 mesi al numero uno delle chart Usa. Ma questa enorme produzione musicale potrebbe essere solo una piccola parte di quanto realizzato da Prince nel corso della vita prematuramente interrotta, per cause ancora ignote, lo scorso 21 aprile. Potrebbe infatti esserci un vero e proprio tesoro, che non ha nulla a che vedere con i 150 milioni di dollari che la sorella Tyka e i fratellastri si spartiranno equamente, in assenza di eredi diretti. Un tesoro musicale, custodito proprio nella casa-studio di registrazione di Paisley Park, a Minneapolis, dove il musicista è stato ritrovato privo di vita una settimana fa. Si tratterebbe, secondo la leggenda, di 20 mila canzoni inedite custodite in quello che viene definito ‘il Vault’. Se anche non fossero così tante, sarebbero comunque moltissime canzoni, video, brani strumentali e collaborazioni con altri grandi della musica, da Miles Davis a Stevie Wonder, frutto delle session che continuavano incessantemente, anche dopo i concerti, quando si rifugiava in un club con gli amici o in uno studio di registrazione aperto solo per lui. Secondo il suo primo manager, Owen Husney, Prince aveva continui problemi con le etichette discografiche perché la sua creatività scorreva come un fiume in piena, cosa che ai discografici non faceva piacere, pensavano che avrebbe dovuto centellinare la sua produzione per ragioni di mercato. Secondo Husney, a Paisley Park dovrebbe esserci così tanto materiale registrato da poterlo ‘spacchettare’ per i prossimi anni o decenni a venire, addirittura. Perché Prince – racconta Husney, che lo conosceva bene, e fin dai suoi esordi – non era solo un’icona rock,  ma un vero e proprio genio, paragonabile a Beethoven. Se fosse tutto vero, potremmo trascorrere ancora tanti anni in compagnia della musica del grande artista conosciuto come Prince.