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Cary Fukunaga

Cary Fukunaga, 38 anni, padre giapponese e madre svedese, è il regista della prima serie di ‘True Detective’. Quella culto, per intenderci.

In questi giorni è a Venezia, con ‘Beast of No Nation’, in concorso alla 72esima Mostra del Cinema.

Proiettato il 3 settembre, il film  è sotto i riflettori per più di un motivo. Intanto perché, almeno secondo il settimanale americano 'Variety', è destinato a rivoluzionare l’industria del cinema. Prodotto da Netflix, il 16 ottobre sarà rilasciato sia in streaming che in alcune sale - nonostante il boicottaggio di molti degli esercenti. Grazie a Netflix il film potrà raggiungere 65 milioni di utenti. Secondo Fukunaga si tratta di una rivoluzione positiva e democratica: il potere di scelta è ora nelle mani degli spettatori. Ovviamente non sono d’accordo con lui i distributori e i proprietari delle sale...
Poi, a renderlo di grande interesse è l’argomento shoccante trattato: gli abusi subiti dai bambini soldato nelle zone di guerra. Il regista si è appassionato all’argomento studiando geopolitica al college: quello dei bambini che combattono è un fenomeno purtroppo diffuso, oggi sono 300 mila tra Siria, Ucraina, Nigeria, Camerun.
Il film racconta la storia di Agu, un ragazzino che dopo aver assistito alla strage della sua famiglia, in un luogo imprecisato dell’Africa dove è in corso una sanguinosa guerra civile, viene trovato da un esercito di ribelli e costretto ad arruolarsi e combattere per il loro capo, il ‘Comandante’, che abusa dei bambini in tutti i modi, costringendoli a compiere ogni tipo di atrocità, senza che ne abbiano consapevolezza.

Il cinema, a detta di Fukunaga, può contribuire a rendere il mondo un posto un po’ migliore. Ce ne parla in questa intervista.

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