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Dargen D'Amico: "I miei dischi sono autosuffi...

Si intitola "D'iO" ed è la più recente fatica di Dargen D'Amico: un disco che segna uno spartiacque nella storia del compositore milanese, inclinando l'ago della bilancia sempre più dal lato cantautoriale e allontanando - ma non completamente - il mondo hip hop di provenienza. Più "Il Presidente" che "Bocciofilo", per intenderci. Ecco.

Dargen è - da sempre - la mosca bianca della scena rap italiana: amico e collaboratore di tutti quelli che hanno poi sfondato il muro del 'culto da quartiere' (da Club Dogo a Fedez, tanto per citarne un paio), il nostro ha dalla sua una sensibilità autoriale più profonda dei soliti sermoni "odio questo, odio quello" di brufolosa adolescenza.

In "D'iO", D'amico porta a un nuovo livello le stupende intuizioni già brillantemente espresse in passato con "Odio Volare" e "Il Presidente": "Amo Milano" - elegante dichiarazione di (in)contrastato amore alla 'sua' città - è il primo esempio di questa linea che va verso i lidi cantautorali degli artisti citati nel testo, da Jannacci a Battiato passando per Dalla.

Ci sono almeno altri due momenti molto ma molto alti, quindi più vicini a "D'iO": "La Mia Generazione" - secondo singolo mica per caso - è un 'inno transgenerazionale', che vale per i coetanei del trentacinquenne autore, per chi ha 15 anni di meno e - perché no - anche per qualcuno che ne ha 10 di più. Un percorso emotivo dentro sequenze di vita impietose, tra "lavori e amori che durano un weekend e weekend che durano una vita", "pasticche e sommergibili e navicelle" e guerrafondai che "fanno l'amore con lanciarazzi". Niente più parole, né futuro: resta solo la voglia di ballare.

Se "La Mia Generazione" è un antidoto contro l'anestesia della vita moderna, così è pure "Modigliani": 3 minuti e 40 secondi per entrarti dentro e tirarti fuori una rassegnazione sorridente accompagnata da una lacrima. Di gioia o di dolore, dipende dal momento... Proprio come quando l'ubriachezza da (buon) vino ti fa toccare i punti più nascosti della percezione.

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