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Dal video 'nazi' di Nicki Minaj alle foto di ...

Che la musica stia cercando di riprendersi quel ruolo provocatorio che è stato l'essenza del suo DNA a partire dagli anni '60? Oggi però più che il rock, a vivere di eccessi è il mondo della canzone pop. Ma dallo scandalo all'abbaglio, il passo è breve: nel tentativo di shoccare i fan, le star d'oltreoceano stanno collezionando una serie di gaffe e scivoloni di tutto rispetto.

Dopo le polemiche suscitate dal notevole primo piano del suo lato B sulla copertina dell'album "Pink", Nicki Minaj ha toppato anche il video del singolo "Only": nelle intenzioni voleva ispirarsi a "Sin City", ma di fatto è risultato addirittura un'apologia del nazismo. L'animazione in bianco e nero ricorda infatti troppo da vicino un raduno di massa nazi stile Norimberga. Pubbliche scuse della sinuosa Nicki su Twitter.

Accuse di blasfemia invece per Katy Perry e per Rihanna: la spumeggiante Katy nella clip "Dark Horse" impersona un'implacabile Cleopatra che incenerisce un pretendente trasformandolo in sabbia. Il ragazzo porta però al collo un ciondolo con la scritta 'Allah', così è partita una petizione su 'change.org' per costringere la Perry a girare in maniera diversa la breve scena incriminata.

Per Rihanna la disavventura risale allo scorso anno, la causa è un servizio fotografico scattato davanti alla moschea di Abu Dhabi: nonostante il velo e il look castigato, non sono piaciute le pose della popstar sdraiata al sole in un luogo di culto. RiRi è stata invitata ad andarsene...

Accuse di razzismo per i No Doubt, che in "Looking Hot" travestiti da pellerossa, hanno irritato la comunità dei nativi americani per le immagini stereotipate. Sono seguite pubbliche scuse e ritiro del video in questione.

Stesso problema per Avril Lavigne con "Hello Kitty", che non è piaciuto al mercato giapponese per il quale era stato prodotto, e per Taylor Swift, che con l'imitazione di una rapper in "Shake It Off" si è attirata le ire della comunità afroamericana.

Lily Allen riesce a battere tutte con "Hard Out Here", divertente parodia sugli eccessi delle popstar, soprattutto di quelle che costruiscono la propria carriera basandosi sul corpo e sugli ammiccamenti sessuali. Lily è riuscita a scontentare in un colpo solo la comunità black, l'intero mondo discografico, molte tra le sue colleghe e per finire Robin Thicke, visto che prende di mira apertamente la sua "Blurred Lines".

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