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James Franco, l'eclettico workaholic

Sbarcato al Lido di Venezia alla penultima giornata di competizione della Mostra del Cinema, è stato accolto dalle fan adoranti che lo aspettavano dal primo mattino con l'entusiasmo che si riserva alle superstar.

Il camaleontico James Franco da Palo Alto, California, è passato dal Festival per presentare fuori concorso il film "L'Urlo e Il Furore", doppiamente suo: ne è infatti interprete e regista. Tratto da un romanzo dello scrittore americano William Faulkner, racconta una storia torbida attraverso lo sguardo di diversi protagonisti. Per sé, Franco ha ritagliato il difficile ruolo di ragazzo muto e ritardato, all'interno di una famiglia caduta in disgrazia.

James è un artista eclettico: conosciuto soprattutto come attore, è arrivato alla fama internazionale con il ruolo di antagonista di Spider-Man nel remake del blockbuster di Sam Raimi, ma ha recitato anche in film d'autore, come "Milk" di Gus Van Sant e in altri indipendenti e interessanti come "Spring Breakers" di Harmony Korine. Non solo: è anche regista - di lungometraggi, corti e documentari - e scrittore. La sua raccolta di racconti "In Stato di Ebbrezza" è uscita in Italia per Minimum Fax e non dispiacerà a chi ha amato il primo Ellis. Per la quadratura del cerchio, i racconti - storie di sesso, droga e disagio adolescenziale - sono diventati un film con la regia di Gia Coppola.

Laureato in Letteratura, come regista predilige gli adattamenti da opere di grandi scrittori: "Child of God" da Cormac McCarthy, "As I lay Dying" e "L'urlo e il furore" da Faulkner, "Zeroville" da Steve Erickson.

Ad appena 36 anni Franco ha già fatto un mucchio di cose, ma afferma di essere felice solo quando crea e di non amare troppo le vacanze. Almeno, non quelle in cui ci si limita a sbronzarsi. Per lui infatti è già una splendida vacanza essere al Lido in un ambiente così... cinema-friendly. A Venezia è arrivato anche per ritirare il Premio Jaeger-LeCoultre 'Glory To the Filmmaker', conferitogli per "aver segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo".

E una cosa molto originale Franco l'ha fatta anche in Laguna, regalando un piccolo 'thrill' a tutti i presenti: il vero red carpet de "L'Urlo e Il Furore" è diventato il finto red carpet del set di "Zeroville", che parla di Hollywood negli anni '70. Eccolo allora con il look di scena: camicia sbottonata sul petto, baffi, Ray-Ban a specchio e testa pelata, con un enorme tatuaggio di Elizabeth Taylor e Montgomery Clift sulla nuca.

Quando si dice il metacinema!

PS. Ci siamo quasi dimenticati di dire che è anche un bellissimo ragazzo...

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