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Terry O'Neill, il fotografo delle Pop Icons

Cinema. Musica. Moda. Politica. Sport. E' il mondo raccontato dalle immagini del fotografo britannico Terry O'Neill, protagonista fino al 28 Settembre 2014 della retrospettiva "Pop Icons" al Palazzo Cipolla di Roma.

L'esposizione mette in fila 47 tra i ritratti più famosi di O'Neill, che documentano i momenti intimi e naturali delle icone del pop dagli anni '60 ai giorni nostri.

Terry O'Neill è nato a Londra nel 1938 e sognava di diventare un batterista jazz. Invece, lo attendeva una carriera dietro l'obiettivo fotografico: un lavoro che ha preso il via grazie alla British Airways, che gli aveva commissionato di riprendere i viaggiatori in arrivo all'aeroporto di Heatrow. Ma è con i miti e alle leggende dello showbiz che Terry è entrato nell'Olimpo della Fotografia, collaborando con riviste importanti come Vogue e Rolling Stone. E' tra i pochi che hanno saputo davvero consegnare ai posteri l'atmosfera della 'Swinging London'. I suoi scatti più belli sono spesso stati 'rubati' dietro le quinte di concerti e set cinematografici, momenti informali nei quali le star si sentivano libere di essere se stesse: immagini spontanee e per questo affascinanti e assolutamente catartiche.

La prima fotografia ai Beatles risale al 1963. Gli 'scarafaggi' si trovavano negli studi di Abbey Road nei giorni della release di "Please Please Me" e lo scatto sancì una svolta storica: per la prima volta un gruppo musicale apparve sulla copertina di un periodico britannico.

Da qui in poi, davanti all'occhio di Terry O'Neill sono passati praticamente tutti i più grandi nomi di sempre: The Rolling Stones, David Bowie, Elton John, Twiggy, Jerry Hall, Michael Caine, Richard Burton, Clint Eastwood, Paul Newman, Sean Connery, Robert Redford, Frank Sinatra, Elvis Presley, Bono Vox, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Ava Gadner, Marlene Dietrich, Bruce Springsteen. E solo per citarne qualcuno!

O'Neill non si è limitato a restare dietro la macchina fotografica: è entrato nelle vite dei suoi 'soggetti', trascorrendo con loro intere giornate, vivendo quei particolari rapporti di complicità che gli hanno permesso di cogliere ed esaltare l'essenza di ciascuno di loro, esprimendone la grandiosità e consacrandoli a icone senza tempo.

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