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Massimiliano Gioni, critico e curatore tra ar...

Massimiliano Gioni, di Busto Arsizio (cittadina lombarda che egli stesso paragona spesso a Newark, perché altrettanto anonima e vicina a un aeroporto), classe 1973, è un critico d'arte contemporanea e curatore artistico.

"Scherzo sempre sul fatto che la parola 'curatore' non venga riconosciuta da Microsoft Word Spell Check: forse perché è un lavoro che non esiste, oppure molto recente", racconta alle telecamere di Vogue Italia.

Laureato in Storia dell'Arte all'Università di Bologna, si è trasferito a Milano dove ha lavorato come caporedattore all'edizione italiana di Flash Art. Qui ha conosciuto Maurizio Cattelan, del quale è diventato l'alter ego. Trasferitosi nella redazione newyorkese del magazine, conosce il critico Francesco Bonami. Dal 2003 è direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi, dove organizza personali per i maggiori artisti contemporanei, tra i quali proprio Cattelan, Pipillotti Rist, Fischli & Weiss. Direttore associato del New Museum di New York dal 2007, unico museo di New York esclusivamente dedicato a presentare l'arte contemporanea proveniente da tutto il mondo, si prefigge di rappresentare una polifonia di voci, organizzando grandi 'solo show' istituzionali e qualche blockbuster, mostre collettive che sono una mappatura per tendenze, generazioni o geografie, e lasciando spazio anche ad autori più marginali o dimenticati.

Nel 2013 è il più giovane Direttore del settore Arti Visive della Biennale di Venezia. Per Massimiliano, la scelta di un'opera d'arte è un fatto di intensità: le selezioni più importanti nascono dall'amore e dalla passione. E' per questo che nella sua Biennale include anche non-artisti e sconosciuti le cui opere hanno una forza non comune.

Importante per Gioni anche il connubio arte-moda, che può rivelarsi una soluzione vincente per entrambe le parti. Spesso i progetti artistici innovativi a cui ha lavorato sono stati finanziati proprio da grandi firme del fashion biz: gli artisti 'approfittano' del potente veicolo comunicativo e della visibilità garantita dalla moda per divulgare il loro messaggio.

Nell'arte contemporanea vede due tendenze principali: da lavori estremamente curati, patinati, barocchi come quelli di Takashi Murakami e Jeff Koons, agli artisti più giovani che prediligono soluzioni minimali e un approccio meno spettacolare, più 'segreto'.

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