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Pier Paolo Pasolini: "La mia indipendenza imp...

Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 Marzo 1922. Il padre Carlo Alberto è ufficiale di fanteria, la madre Susanna Colussi è maestra elementare di famiglia contadina originaria di Casarsa nel Friuli. Durante l'infanzia e l'adolescenza, a causa dei continui trasferimenti del padre (ufficiale di carriera), si sposta prima a Parma, quindi a Belluno, Conegliano, Cremona e Reggio Emilia. Fondamentali rimangono i soggiorni estivi a Casarsa, dove comincia a formarsi la coscienza poetica di Pier Paolo. Dopo il liceo, nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna. La notizia della morte del fratello partigiano, il ritorno dalla prigionia africana del padre e la povera vita con la madre trasformano i già durissimi anni della guerra nel periodo più difficile della sua vita.

Nel 1945 si laurea con una tesi su Giovanni Pascoli, intanto prosegue il suo appassionato lavoro di valorizzazione del dialetto friulano con cui scrive diversi volumi di poesie. Nel 1947 si iscrive al Partito Comunista Italiano, da cui sarà espulso due anni dopo per "corruzione omosessuale". Si trasferisce a Roma con la madre: dopo una fase di difficile assestamento economico, trova lavoro come insegnante. Nella Capitale scopre le borgate e il popolo della periferia, frequentando anche gli ambienti letterari. Dal 1954 si accosta al cinema scrivendo sceneggiature fra cui  anche "Le Notti di Cabiria" di Federico Fellini. Nel 1955 esce "Ragazzi Di Vita", romanzo che lo fa diventare protagonista della vita culturale e letteraria italiana. La sua vita controversa e le sue opere - articoli, libri, film come "Accattone"- lo rendono  molto conosciuto all'estero, anche grazie al rumore mediatico che provocano i numerosi processi che subisce per oscenità e vilipendio alla religione.

Tra i film che dirige ci sono "Mamma Roma" con Anna Magnani, "Medea" con Maria Callas e "Uccellacci e Uccellini" con Totò, oltre alla trilogia della vita con "Il Decameron" e altri titoli. Pasolini è una presenza attiva e coraggiosa nella vita politica e culturale italiana: le sue prese di posizione spesso sono scomode e spiazzanti. Nel 1968 - commentando gli scontri all'università di Valle Giulia - si schiera dalla parte dei poliziotti, considerati veri figli del proletariato. Nel 1974 scrive sul Corriere della Sera un articolo che accusa la politica italiana di essere la vera responsabile degli attentati e delle stragi di quegli anni. Nel 1975 decide di girare un film tratto da un romanzo del Marchese De Sade, "Salò o le 120 Giornate di Sodoma": sarà l'ultima opera di Pier Paolo Pasolini, che muore assassinato in circostanze oscure tra il 1 e il 2 Novembre 1975  all'Idroscalo di Ostia. La sua opera e il suo pensiero sono ancora oggi punto di riferimento per chi cerca coraggio, vitalità e verità nell'arte e nella vita.

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