TOP LIVE! ?

{{posts[currentVideoHeader].category_label}}

{{posts[currentVideoHeader].title}}

in riproduzione

Enzo Bearzot: "Primo: non prenderle. Secondo:...

Enzo Bearzot nasce ad Aiello del Friuli il 26 Settembre 1927. Figlio di un direttore di banca e di una casalinga, inizia a giocare come mediano-difensore nella squadra del suo paese natale. Nel 1946 passa alla Pro Gorizia, che milita in Serie B. Nel 1948, dopo 39 presenze e 2 gol, viene notato e acquistato dall'Inter: in 3 stagioni gioca solo 19 partite, nel 1951 passa al Catania e tre anni dopo arriva al Torino. Tra il 1956 e il 1964 fa avanti e indietro fra Torino e Inter, per poi chiudere la carriera con i granata dopo aver vestito anche la maglia della Nazionale Italiana.

Dopo il ritiro dall'attività agonistica, Bearzot inizia l'apprendistato tecnico proprio sulla panchina del Torino, prima come preparatore dei portieri e poi come assistente di Nereo Rocco. Dopo una breve esperienza come allenatore a Prato, entra nello staff della FIGC - Federazione Italiana Gioco Calcio: prima allenatore della Under 23, poi vice di Valcareggi e infine dal 1975 commisario tecnico degli Azzurri. Ai Mondiali del 1978 in Argentina porta l'Italia a un insperato quarto posto, risultato ripetuto agli Europei del 1980. Per i Mondiali di Spagna 1982, Bearzot mette in campo una squadra che delude per le prime 3 partite: le polemiche della stampa sono così violente che la squadra - allenatore compreso - decidono di scendere in silenzio stampa, delegando il Capitano Dino Zoff come unico portavoce.

Nella seconda fase del Mundial, la squadra appare trasformata: gli Azzurri sconfiggono l'Argentina e il Brasile, vanno in semifinale con la Polonia e passano il turno. La finale è contro la Germania, si gioca allo Stadio Barnabeu di Madrid di fronte al Presidente Pertini e viene chiusa con un sonoro 3 a 1 per l'Italia, che diventano così Campioni del Mondo per la terza volta! Negli anni successivi Bearzot non rinnova la squadra, che non si qualifica per l'Eeuropeo e viene eliminata brutalmente in Messico nel 1986. Così 'il vecio' - come viene affettuosamente chiamato dai tifosi - si dimette da commisario tecnico e a parte qualche passaggio nel settore tecnico della federazione, si ritira completamente dal mondo del calcio. Muore a Milano il 21 dicembre 2010, tra l'affetto e la riconoscenza di tutto il calcio italiano e della nazione intera.

Ci restano le sue indimenticabili gesta sul campo e un monito: "Primo: non prenderle. Secondo: è imperativo vincere. Terzo: non c'è un terzo punto, perché i primi due han già detto tutto".

Codice da Incorporare

Aggiungi questo video al tuo sito o al tuo blog