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Franz Beckenbauer "Porta sempre a casa una co...

Franz Anton Beckenbauer nasce a Monaco di Baviera l'11 Settembre 1945. Comincia a giocare a pallone nell'FC Monaco quando ha solo 10 anni, a 14 è già un giocatore delle selezioni giovanili del Bayern Monaco. La famiglia lo segue nella sua passione, ma nel frattempo gli impongono di lavorare come assicuratore. A 19 anni Franz è un giocatore professionista e decide di lasciare il lavoro per seguire il suo sogno. Un anno dopo - appena ventenne - è già nella nazionale tedesca, dove si mette subito in luce per la classe e la freddezza in campo. Nel 1966 è la colonna ai mondiali in Inghilterra, dove la Germania viene battuta in finale dai padroni di casa. Franz segna 4 gol e diventa una star.

Tra il 1968 e il 1976 Beckenbauer è il capitano e leader indiscusso del Bayern Monaco, squadra con cui vince quattro campionati tedeschi, tre Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Con personalità come il portiere Sepp Maier, il centravanti Gerd Muller e lo stesso 'Kaiser Franz', il Bayern fornisce anche la spina dorsale alla nazionale tedesca, che arriva in semifinale ai mondiali di Mexico 70 perdendo la mitica partita con l'Italia per 4 a 3. Nel 1972 Beckenbauer guida la Germania Ovest alla conquista del Campionato Europeo e nel 1974 alla vittoria ai Mondiali proprio a Monaco di Baviera, quando in finale riesce a battere l'Olanda per 2 a 1. Franz vince anche due Palloni d'Oro, poi nel 1977 accetta l'offerta americana dei Cosmos e va a vincere per tre anni il campionato statunitense giocando con Pelè e Giorgio Chinaglia.

Dopo il ritorno in Germania nell'Amburgo, con cui vince uno scudetto nella stagione 1981-82, Beckenbauer appende le scarpette al chiodo, anche se nel 1984 è già alla guida della nazionale tedesca: vince i Mondiali del 1990 in Italia e - insieme al brasiliano Mario Zagallo - può vantare di aver vinto la Coppa del Mondo sia da giocatore che da allenatore. Nal 1994 passa ad allenare il Bayern, con cui vince il campionato. Nel 1996 lascia la panchina per diventare Presidente, ruolo che ricopre fino al 2009. La sua competenza e la sua innata eleganza in campo e nella vita ne fanno ancora oggi un esempio per il calcio tedesco e internazionale.

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